Informazioni tecniche centrale

Impianto La Grande Stufa Villa GuardiaNon esiste in provincia di Como (ma non solo) un altro impianto simile alla Grande Stufa, una centrale di co-generazione in grado di produrre e distribuire calore ai cittadini tramite un'apposita rete di teleriscaldamento ma contemporaneamente produrre e vendere al GSE (Gestore Servizi Energitici) anche fino ad 1 megawatt di energia elettrica all'ora.  

Un tecnologico e modernissimo impianto di abbattimento fumi permette di avere emissioni in uscita inferiori a qualsiasi altra centrale a biomassa oggi in esercizio. I controlli sono eseguiti in tempo reale da sofisticati apparecchi e periodicamente sottoposti alla supervisione di ARPA.  

In questa sezione potrete trovare informazioni di carattere generale sulla natura dell'impianto e sugli aspetti che lo caratterizzano.

Qualora siate interessati a vedere di persona in cosa consista l'impianto de La Grande Stufa S.p.A. potete richiedere una visita guidata della struttura nell'apposito form

Vi aspettiamo!

 

 Cogenerazione

La Grande Stufa si differenzia dai tradizionali impianti di teleriscaldamento principalmente per due aspetti.
La centrale produce energia attraverso la combustione della biomassa vergine proveniente dalla filiera locale e, soprattutto, è una delle pochissime centrali nel panorama nazionale che contemporaneamente è in grado di produrre calore per la propria rete di teleriscaldamento ed energia elettrica, che viene venduta al GSE.
 
Ma cerchiamo di capire meglio cosa si intenda per cogenerazione.
Un sistema termoelettrico che genera energia elettrica utilizzando come fonte primaria calore ad alta temperatura produce necessariamente anche calore a temperatura più bassa, che in genere è ceduto all'ambiente. Quando questo calore, in tutto o in parte, è recuperato, perché impiegato da un'utenza termica, si realizza un sistema cogenerativo, che migliora l'efficienza termodinamica del processo. Un sistema cogenerativo, attraverso la produzione combinata di energia elettrica e calore, consente dunque di ottenere un risparmio di energia primaria del combustibile, rispetto alla produzione separata delle stesse quantità di energia elettrica e calore. Questo vantaggio è però ottenuto a fronte di un aumento della complessità del sistema, che si traduce in un aumento dei costi d'investimento e della problematicità nel gestirlo. Per questo è necessario che il risparmio energetico conseguito dal sistema cogenerativo rispetto alla produzione separata sia significativo.
 
Esistono direttive italiane ed europee che danno gli strumenti per misurare le prestazioni energetiche di un sistema cogenerativo, attraverso indici di risparmio energetico: indice IRE definito con delibera italiana 42/02 dell'AEEG; indice PES definito con la Direttiva 2004/8/CE della Comunità Europea. I sistemi di cogenerazione hanno taglie variabili da pochi kW elettrici sino a qualche centinaia di MW e si presentano sotto forma di diverse tecnologie, alcune a livello di prototipi o impianti dimostrativi, altre disponibili commercialmente. Inoltre i sistemi cogenerativi possono essere alimentati a combustibili fossili o a fonte energetica rinnovabile. 
 
 
 Biomassa

La Grande Stufa è un impianto a biomassa vergine di origine locale.
 
Scopriamo cosa si intende con il termine "biomassa".
La Direttiva 26 marzo 2009 sulla promozione dell'uso di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (che sostituisce e integra le Direttiva 2001/77/EC e 2003/30/EC), include la "biomassa" nella lista delle risorse di energia rinnovabili. La "biomassa" è definita come: "la frazione biodegradabile di prodotti, rifiuti e residui di origine biologica, derivanti dall'agricoltura (incluse le sostanze di origine animale e vegetale), dalle attività agroforestali e dalle industrie connesse inclusa la pescicoltura e l'acquacoltura, e inclusa la frazione biodegradabile di rifiuti urbani ed industriali". 
 
Il legislatore, tuttavia, con il termine "biodegradabile" intende qualche cosa di diverso dal suo significato scientifico che presupporrebbe di considerare solo sostanze che possono essere demolite o metabolizzate da sistemi biologici quali batteri, funghi, ecc. E' ormai opinione comune che lo spirito e la sostanza delle definizioni sopra riportate siano riferibili ai prodotto della fotosintesi clorofilliana e, più in generale del metabolismo delle specie animali e vegetali che si susseguono nelle catene alimentari. In sostanza, quindi, tutto quando è di origine biogenica. Per escludere i combustibili fossili, che pure sono di origine biogenica, si deve intendere per "biomassa" ciò che è di origine biogenica "recente", dove il termine "recente" va a coprire l'età media dei prodotti della fotosintesi clorofilliana e del metabolismo animale e vegetale in generale che realmente si possono trovare nei rifiuti o che rappresentano le biomasse propriamente dette.
 
L'utilizzo delle biomasse per la produzione di energia elettrica e calore contribuisce a limitare le emissioni di anidride carbonica, in quanto la CO2 emessa per la produzione di energia non rappresenta un incremento dell'anidride carbonica presente nell'ambiente, ma è la medesima che le piante hanno assorbito durante il loro sviluppo e che alla morte ritornerebbe nell'atmosfera attraverso i normali processi degradativi della sostanza organica